tiepolesche per impianto, per tocco e per segno: cosi’ sono state definite le “stagioni” che affrescano alcune pareti di villa bon,
costruzione cinquecentesca riprodotta dal coronelli e dal costa. figurazioni chiaroscurate di grigio, forse opere giovanili di giandomenico tiepolo, le “stagioni” adornano il corridoio che si allunga sulla destra del salone d`ingresso.
la villa venne rimaneggiata nell’ottocento, rivelando interni impreziositi da stucchi e da altre decorazioni di gusto neoclassico,
lunette con “amorini” a chiaroscuro e un marmo imponente ad adornare una scala che conduce al primo piano.
per villa bon si puo’ parlare di due facciate: quella sul corso d`acqua è marcata dalle lesene bugnate, motivo che ricompare al piano terreno della facciata sul parco, e anche la soluzione del timpano triangolare di coronamento è adottata su entrambi i prospetti.
l`aggiunta dell`ala a mezzogiorno, leggermente rientrante, si deve ad un restauro posteriore.
le pitture sono state attentamente studiate dal ravanello che, sulla base di confronti stilistici, le ha attribuite al padovano costantino cedini (1741-1811), che avrebbe eseguito le opere intorno al 1794, periodo in cui la villa era di proprieta’ della famiglia capello. caratteristica di questa “casa” è la serra riscaldata originale ottocentesca, sempre naturalmente orientata a sud che serviva, come ora, al ricovero degli agrumi.

VISITABILI:
interni affrescati e parco.

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